Mario Lanza, il tenore elegante e dal
bell'aspetto dall'emissione morbida ma incisiva,
dai centri rotondi e capace di filare i si
bemolle come pochi, dopo il grande successo che
lo ha baciato in vita, a trent'anni dalla
scomparsa vanta ancora oggi un grande seguito in
tutto il mondo.
Nato il 31 gennaio 1921 a Filadelfia con il nome
Alfred Arnold Cocozza in una famiglia di umili
emigranti italiani, dopo i normali studi
scolastici si dedica alle più svariate attività.
Da ragazzo ha una particolare propensione per lo
sport, tale che pochi avrebbero visto in lui il
futuro cantante capace di ammaliare le folle (soprattutto
femminili). In segreto però l'aitante giovanotto
di origini italiane coltivava una vera passione
per il mostro sacro del canto per antonomasia:
Caruso. Un modello sempre tenuto presente, fonte
di ispirazione ed esempio imperituro; tale e
tanta è stata l'immedesimazione, che Lanza
arriverà ad incarnarlo in un celebre film.
La conquista del successo per questo povero
figlio di immigrati non è comunque piovuta dal
cielo. Inizia a dedicarsi al canto a diciannove
anni, in età già discretamente avanzata, presso
Madame Irene Williams la quale, entusiasta delle
sue non comuni doti vocali, vuole farlo sentire
al celebre direttore d'orchestra Serge
Koussevitzky.
Il maestro lo ascolta nell'interpretazione di: "Vesti
la giubba..." da "Pagliacci", rimanendone
estasiato di fronte a quella voce cangiante e
ricca di armonici. "Tu verrai con me a studiare
a Tanglewood" sono le parole del maestro. Il "tesoro"
Cocozza, che intanto aveva sostituito il nome in
Mario Lanza in onore della madre Maria Lanza,
stava per essere incanalato nel migliore dei
modi.
Solo l'anno dopo entra all'Accademy of Music
dove segue i corsi di pianoforte e canto di
Enrico Rosati, già insegnante dell'immenso
Beniamino Gigli. Il ragazzo mantiene fede alle
sue potenzialità e nel 1942 vince una importante
borsa di studio; dovrà però interrompere
momentaneamente la sua carriera per assolvere
gli
obblighi di leva.
Tuttavia anche durante il servizio militare ebbe
modo di esibirsi con successo in alcuni
spettacoli dall'aviazione americana in cui venne
subito soprannominato il "Caruso dell'Air
Force".
Nel frattempo prendeva accordi con il celebre
produttore Louis B. Meyer per apparire come
interprete in una serie di film. Scelta più che
indovinata, visto che quelle pellicole hanno
contribuito a diffondere il suo nome, ad
avvicinare molta gente al genere operistico e a
conservare non solo la sua miracolosa voce ma
anche il mito che andava costruendosi.
Dopo la realizzazione del suo primo film "Il
bacio di mezzanotte", Mario Lanza debutta nella
lirica all'Opera di New Orleans (come Pinkerton
in "Madame Butterfly"), ma gli impegni
cinematografici non gli permettono di dedicare
il tempo necessario a questa attività.
Molti critici dell'epoca esprimno rammarico per
queste scelte che hanno rappresentato una grande
perdita e che tolgono agli appassionati la
possibilità di ascoltare Lanza in complete
recite operistiche.
Data la vera e propria idolatria che Lanza
nutriva per Caruso insistette caldamente perché
uno dei suoi film fosse basato sulla vita di
quella leggenda della lirica. E proprio il film
"Il grande Caruso" è il risultato
dell'applicazione e dell'immedesimazione di
Lanza verso il genio canoro che aveva calcato le
scene solo qualche decennio prima. Lanza nella
pellicola si cimenta in una quindicina di arie
solistiche tratte dal repertorio del suo idolo,
riuscendo con efficacia a non sfigurare
nell'arduo confronto.
Certo è che le tecniche di ripresa lo hanno
aiutato e indubbiamente cantare su un set non è
come cantare in un teatro, ma il risultato è che
da quel momento in poi Mario Lanza viene
identificato come una sorta di emulo di Caruso e
tutto questo in un momento storico in cui non
solo vi erano in circolazione voci liriche
gigantesche, ma in cui anche i fruitori di
musica erano mediamente dotati di una certa
preparazione. Sapeva insomma toccare le corde
profonde di diversi tipi di pubblico, dal più
sofisticato al più popolare.
Il suo è uno dei pochi casi di in cui un numero
esorbitante di vendite non è associato alla
musica di immediato consumo, benché sempre
rigorosamente "popolare" (Lanza poteva cantare
da Giuseppe Verdi a Cole Porter, canzoni
popolari, arie d'opera o canzoni religiose).
Dopo i numerosi film girati il tenore sente
l'esigenza di visitare il Paese delle sue
origini familiari, l'Italia. Anche qui tiene
numerosi concerti e incide nuovi dischi.
Chiamato per l'apertura della stagione lirica
alla Scala di Milano, Mario Lanza sente che
coronerà il sogno della sua vita. Non arriverà
al tanto atteso appuntamento: una trombosi lo
stronca repentinamente a soli 38 anni, a Roma,
il giorno 7 Ottobre 1959.
Tale era, ed è la sua fama che a Filadelfia il
giorno 7 ottobre è tutt'oggi considerato
ufficialmente il giorno di
Mario Lanza.
Mario Lanza wurde
am 31. Januar 1921 als Alfredo Arnoldo Cocozza
in Philadelphia geboren; seine Eltern waren
italienische Immigranten. Mutter Maria, eine
geborene Lanza, hatte eine wunderschöne
Sopranstimme und wollte eigentlich Sängerin
werden, doch sein Vater war der Meinung gewesen,
dass die Bühne für eine verheiratete Frau
unschicklich sei. Mario Lanzas Vater, Antonio Cocozza,
besaß eine beachtliche Plattensammlung mit
Opernarien und so wuchs der kleine Alfredo in
der Welt der Musik auf. Bereits mit fünf Jahren
interessierte er sich für die Plattensammlung
seines Vaters, spielte bevorzugt Opernarien dem
berühmten
Enrico Caruso1)
und sang diese nach. Mit 16 Jahren teilte er
seinen Eltern mit, dass er Sänger werden wolle;
diese waren hocherfreut und besonders seine
Mutter sah ihren eigenen Traum durch den Sohn in
Erfüllung gehen. Maria und Antonio Cocozza
ermöglichtem ihrem Sohn daraufhin eine
Ausbildung in klassischem Gesang.
Bei einer dieser Gesangsstunden wurde Alfredo
von dem Dirigenten Serge Koussevitsky gehört,
der von der Stimme des Jungen so begeistert war,
dass er ihm ein Stipendium an der "Berkshire
Music School" verschaffte. 1942 gab Alfredo dann
beim Musikfestival in Berkshire sein Bühnendebüt
als Fenton in "Die lustigen Weiber von Windsor";
er nannte sich von nun an "Mario Lanza", ein
Ehrenbeweis für seine Mutter.
Nun lag eine glanzvolle Karriere vor dem jungen
Tenor, doch diese wurde zunächst durch die
Einberufung in US Air Force unterbrochen.
Anfang 1945 wurde Lanza aus der Armee entlassen,
im April des gleichen Jahres heiratete er die
Schwester eine Armee-Freundes, Betty Hicks; aus
der Verbindung gingen die Kinder Colleen, Elisa,
Damon und Marc hervor.
Mario Lanza
konzentrierte sich nun wieder auf seine
Künstlerkarriere und Ende 1945 lernte er den
früheren Impresario von Benjamino Gigli, Enrico Rosati,
kennen. Dieser erkante das enorme Talent des
jungen Mannes und wollte ihn unter anderem
Anfang 1946 überreden, für Arturo Toscanini in
dessen "Requiem" von Verdi zu singen. Doch Lanza
lehnte ab, da er sich für diese Rolle noch nicht
reif genug fühlte. Stattdessen trat er zwischen
Oktober 1945 und Februar 1946 in sechs
Aufführungen der Sendung "Great Moments In
Music" in New York auf und sang so große Arien
wie das Liebesduett aus Verdis "Othello". Im
Juli 1947 gründete Lanza zusammen mit Frances Yeend
(Sopran) und
George London1)
(Bariton) das "Bel Canto Trio" und gab in den
nächsten elf Monaten über 80 Konzerte in
Amerika, Kanada und Mexiko. Während dieser Zeit
hatte Lanza auch als Pinkerton in Puccini's
"Madame Butterfly" im "Opera House" in
New Orleans sein Bühnendebüt gegeben.
In dieser Rolle trat er am 28. August 1947 bei
seinem 200. Konzert unter anderem in der
"Hollywood Bowl" in Los Angeles auf – einem Tag,
der sein ganzes Leben verändern sollte. Dort
wurde er nämlich von Louis B. Mayer, dem Chef
der Filmfirma "Metro Goldwyn Meyer", gehört, der
Lanza sofort einen Siebenjahresvertrag mit MGM
gab. Meyer sagte damals, er wolle den blendend
aussehenden Tenor zu einem singenden Clark Gable
aufbauen.
1949 war Lanza neben Kathryn Grayson und Ethel Barrymore
in "That Midnight Kiss" (Ein Kuss nach
Mittenacht) erstmals auf der Leinwand zu sehen
und der Tenor begeisterte darin nicht nur mit
dem populären Song "They Didn't Believe Me"
seine Zuschauer, sondern auch mit seiner
Interpretation der Guiseppe Verdi-Arien "Celeste
Aida", Donizetti's "Una furtiva lacrima" und
"Mama mia che vo sape" aus "Cavalleria Rusticana".
Ein Jahr später spielte er den Pepe Abellard Duvalle
wieder neben Kathryn Grayson sowie David Niven
in "The Toast of New Orleans" (Der Fischer von
Louisiana), aus dem das legendäre Lied "Be My
Love" stammt; der Titel wurde zum Spitzenreiter
der amerikanischen Singles-Charts, verkaufte
sich millionenfach und brachte Lanza die erste
Goldene Schallplatte ein.
Der größte Filmerfolg für den inzwischen zum
Star avancierten Tenor war dann 1951 die
Titelrolle in Richard Thorpes Biopic "The
Great Caruso"1)
(Der große Caruso; mit Ann Blyth und
Dorothy Kirsten), ein Film mit dem Mario Lanza
nun auch international bekannt wurde und der
insgesamt fünf Millionen Dollar
einspielte – eine beachtliche Summe für die
damalige Zeit. Das Lied "The Loveliest Night Of
The Year" aus diesem Streifen verkaufte sich
erneut millionenfach und kletterte in die
amerikanischen "Top 5". Das Soundtrack-Album
"Christmas Hymns and Carols" wurde zum
Millionen-Seller und im selben Jahr absolvierte
Lanza in den USA seine legendäre "Caruso Concert
Tour". Das "Lanza-Fieber" erfasste ganz Amerika
und der Künstler erreichte einen Stellenwert,
wie ihn ansonsten nur noch Frank Sinatra
erreicht hat. Auch seine Radio-Show "The Coca
Cola Show", die zwischen Juni 1951 und Juli 1952
ausgestrahlt wurde, trug zur enormen Popularität
von Lanza bei.
1952 drehte man mit Lanza als Renaldo Rossano in
der Titelrolle sowie Doretta Morrow und James Whitmore
"Because You're Mine" (Mein Herz singt für dich)
den vierten Lanza-Film, 1954 folgte "The Student
Prince" (Alt Heidelberg) und ein Jahr später
schließlich sein letzter in den USA produzierter
Film "Serenade" (1956), wo er als Damon Vincenti
neben Joan Fontaine und Vincent Price agierte.
Bereits bei der Produktion von "The Student
Prince" hatte es Probleme gegeben: Lanza sollte
die Rolle des Prinzen Karl übernehmen, doch
seine Gewichtsprobleme sowie sein Jähzorn
veranlassten die Produzenten die Rolle mit
Edmund Purdom zu besetzen; Lanza sang nur die
Partien in dem Film. Schon seit 1952 hatte der
Star private Probleme, er war tablettensüchtig
geworden, trank zuviel, war manisch-depressiv
und litt unter Ess-Störungen. Um den
Anforderungen der Film-Bosse zu genügen,
unternahm er immer wieder Diäten, bis er wieder
so aussah, wie die Film-Leute ihn haben wollten.
In einigen Biografien steht geschrieben, dass in
diesen Jahren Lanzas Ruhm und sein Gewicht
proportional zunahmen. Seine Songs und Filme
waren nach 1952 nicht mehr so erfolgreich, seine
Stimme für die Oper nicht mehr geeignet.
Im Mai 1957
verließ Mario Lanza mit seiner Familie die USA
und ließ sich in Rom nieder; man munkelte, dass
er so versuchte, der Verfolgung durch die
amerikanische Drogenbehörde zu entkommen, die
ihn wegen Rauschgiftdelikten im Visier hatte. In
Italien drehte er den Film "The
Seven Hills of Rome"2)
(Arrivederci Roma) und ein Jahr später mit Zsa Zsa Gabor
"For The First Time" (Der Sänger von Capri).
Lanza unternahm ausgedehnte Konzertourneen durch
Europa, die ihn unter anderem nach
Großbritannien, Belgien, Frankreich, Deutschland
und in die Niederlande führten; sein letztes
Konzert während dieser Tournee gab er am
13. April 1958 in Kiel.
Im August 1958 nahm Lanza die Einladung an,
1960 die Opernsaison in Rom mit "Tosca" zu
eröffnen, er wollte Konzertreisen durch
Südafrika, Ungarn und Russland machen; im
Juni 1959 unterzeichnete er den Kontrakt für
einen neuen Film "Laugh Clown Laugh" und
veröffentlichte weitere Schallplatten; seine
letzte Platte "The Lord's Prayer" wurde am
10. September 1959 aufgenommen, kam jedoch nie
auf den Markt.
Der aktive Sänger war voller Pläne und arbeitete
bis zum Rande der Erschöpfung. Am 25. September
wurde der gesundheitlich angeschlagene Star in
Rom in eine Klinik eingeliefert; er klagte über
Herzschmerzen, sein Blutdruck war zu hoch und er
litt an einer Venenentzündung. Er sollte das
Krankenhaus nicht mehr verlassen, am
7. Oktober 1959 starb Mario Lanza mit nur
38 Jahren in Rom an den Folgen eines
Herzinfarktes. Im Laufe der Zeit kamen Gerüchte
auf, dass Mario Lanza nicht eines natürlichen
Todes gestorben, sondern Opfer eines
Mordkomplotts der Mafia geworden sei. Ob diese
Vermutungen berechtigt waren, wurde nie geklärt.
Mario Lanza hinterließ seine vier Kinder und
seine seelisch gebrochene Frau Betty, die nur
sechs Monate später in Hollywood an einer
Überdosis Drogen starb. Sohn Colleen, ein
Bühnenautor, verstarb 1997 an den Folgen eines
Autounfalls; Tochter Elisa ist heute Hausfrau
und hat zwei Söhne; Damon versuchte sich als
Restaurantbesitzer und im Motorsport; Sohn Marc
verstarb mit nur 37 Jahren 1993 an einem
Herzinfarkt.
Von vielen wird Mario Lanza als der größte
Tenor nach Caruso und seine Stimme als
"Jahrhunderstimme" bezeichnet. Er gehörte zu den
ersten Künstlern, die sowohl in der populären
Musik als auch im klassischen Fach zum Star
avancierten und damit Millionen verdiente. Noch
heute wird er von seinen Fans verehrt und so
große Stars wie Placido Domingo, José Carerras,
Luciano Pavarotti oder Andrea Bocelli halten ihn
für einen der größten Tenöre der
Musikgeschichte, obwohl der Sänger nur ein
einziges Mal auf einer Opernbühne gestanden hat.
Aus José Carreras' Biographie kann man übrigens
entnehmen, dass Mario Lanza der Auslöser für
Carreras' Wunsch gewesen ist, Sänger zu werden.
In jüngster Zeit kam das Leben des Mario Lanza
als Musical auf die Bühne; "Be My Love" erzählt
die faszinierende Geschichte des noch heute auf
der ganzen Welt von seinen Fans gefeierten
amerikanischen Superstars, seinem kometenhaften
Aufstieg, seinem Leben in der Glitzerwelt des
Films und den damit verbundenen Konflikten.
Über das Stimm-Wunder Mario Lanza ist viel
geschrieben worden: Im Januar 1993 kam von
Derek Mannering "Mario Lanza: A Biography" auf
den Markt, im Februar 1999 erschien in
englischer Sprache von Roland L. Bessette die
Biografie "Mario Lanza: Tenor in Exile"; der
Autor dokumentiert darin Lanzas Kindheit, seine
Karriere als Opernsänger und Filmstar bis hin zu
seinem tragischen und frühen Tod.
Im Dezember 1999 wurde von Bob Dolfi und Sohn
Damon Lanza das Buch "Be My Love: A Celebration
of Mario Lanza" veröffentlicht, das sich
biografisch an Tatsachen hält und mit den vielen
Gerüchten und falschen Geschichten um Mario Lanza
aufräumen will.
ario
Lanza (*
31. Januar
1921
in
Philadelphia,
Pennsylvania,
†
7. Oktober
1959
in
Rom,
Italien;
eigentlich Alfred Arnold Cocozza) war ein
US-amerikanischer
Tenor
und
Schauspieler.
Lanza galt dank
seiner
Hollywood-Filme
in den
1950er-Jahren
als der bekannteste
Opernsänger
der Welt.
Leben und Karriere
Freddie Cocozza
war das Kind italienischer
Einwanderer.
Seine Mutter Maria, nach deren Geburtsnamen er
später seinen Künstlernamen wählte, war eine
Opernliebhaberin. Er wuchs mit den
Schallplattenaufnahmen
Enrico Carusos
auf, in dessen Todesjahr er geboren worden war
und der ihm zum großen Vorbild wurde. In der
Schule ohne Ehrgeiz, trainierte der junge
Freddie Cocozza seine Stimme in regelmäßigen
Unterrichtsstunden eifrig. Einige Monate vor
seinem Abschluss flog er von der Schule. Nach
einigen Jahren als Aushilfe im Gemüseladen
seines Großvaters wurde seine stimmliche
Begabung entdeckt, und er bekam ein
Stipendium
am Musikcenter von
Tanglewood.
Dort gab er 1942 sein
Debüt
als Fenton in
Die lustigen Weiber von
Windsor.
Durch den
folgenden Militärdienst, in dem er vornehmlich
als Sänger eingesetzt wurde, kam es nicht zu
einer Opernkarriere. Eine zeitlang tourte Lanza
mit dem kanadischen Bassbariton
George London
und der Sopranistin und späteren
Gesangspädagogin Frances Yeend (* 1918) durch
Clubs, wobei das "Belcanto Trio" in erster Linie
populäre Unterhaltungsmusik und Stücke aus
Musicals zur Darbietung brachte. Im Gegensatz zu
seinen beiden Partnern, die bald darauf
langjährige und erfolgreiche Sängerkarrieren
antraten, gelang Lanza der Sprung auf die Bühne
nicht. Lediglich 1948 trat er zweimal in
New Orleans
als Pinkerton in der Oper
Madame Butterfly
auf. Es blieben seine einzigen Auftritte auf
einer regulären Opernbühne. Zu diesem Zeitpunkt
hatte er bereits einen Vertrag mit Hollywood.
Das Publikum
zeigte sich von Lanzas stimmlichen Qualitäten
und seiner äusseren Erscheinung begeistert. Auch
die Kritik lobte sein Talent, die Schönheit
seiner lyrischen Tenorstimme und nicht zuletzt
seine perfekte
Diktion,
monierte jedoch seine noch nicht ausreichende
stimmliche Schulung.
Der Chef von
MGM,
Louis B. Mayer,
nahm Lanza unter seine Fittiche und produzierte
mit ihm Filme und Schallplatten. Die ersten
Streifen mit Lanza, vor allem die
fiktionale
Filmbiografie
Der große Caruso
von
1951
waren große Erfolge. Ebenso wie später bei
Elvis Presley
- dessen zweimalige Filmpartnerin in den 1950er
Jahren,
Dolores Hart,
übrigens eine Nichte von Lanza war - waren es
eher Filme mit
trivialer
Handlung, wo mehr die Gesangseinlagen des
Hauptdarstellers die Hauptattraktion ausmachten.
So schaffte er es als klassischer Tenor auf die
Titelseite
von
Time
und wurde noch vor Presley zu einem
vergleichbaren Popidol. Lanza war der erste
Opernsänger, dem es gelang, mit
Goldenen Schallplatten
sowohl für seine klassischen wie für seine Alben
mit populärer Musik ausgezeichnet zu werden.
Mit dem Erfolg sah sich der Sänger zunehmend
Angriffen der Fachkritik ausgesetzt und hatte
darüber hinaus mit Problemen der Selbstdisziplin
zu kämpfen. Extreme Stimmungsschwankungen
machten ihn unter Kollegen gefürchtet, vor
großen Auftritten musste sich Lanza zudem immer
wieder rigiden Abmagerungskuren unterziehen. Er
wurde Alkoholiker und konsumierte verstärkt
Tabletten. Dazu blieb der Erfolg allmählich aus,
und seine Karriere in den USA geriet ins
Stocken.
Lanza wich nach
Italien aus und landete dort Ende der
1950er-Jahre noch einmal einige Filmerfolge.
1959 verstarb der erst 38-Jährige in einer
römischen Klinik. Als offizielle Todesursache
wurde ein
Herzinfarkt
angegeben.
Lanza war seit
1945 mit Betty Hicks, der Schwester eines
Armeekameraden, verheiratet und hinterließ vier
Kinder, Colleen, Elisa, Damon und Marc. Lanzas
Ehefrau Betty starb
1960
unter dem Einfluss von Tabletten und Alkohol.
Lanzas Tochter Colleen, die als einziges seiner
Kinder auch eine Karriere als Sängerin
eingeschlagen hatte, verstarb 1997 nach einem
Autounfall. Sein jüngster Sohn Marc erlag 1991
im Alter von 37 Jahren ebenfalls einem
Herzinfarkt.
Filme
Seinen ersten Filmauftritt hatte Lanza bereits
1944 als Mitglied eines Chors in dem Film
Winged Victory. Zwischen 1949 und 1959
wirkte er dann als Darsteller in sieben
Spielfilmen mit:
-
1949: - Ein Kuß nach Mitternacht (That
midnight kiss)
-
1950: - Der Fischer von Louisiana (The
toast of New Orleans)
-
1951: -
Der große Caruso
(The great caruso)
-
1952: - Mein Herz singt nur für dich
(Because you're mine)
-
1956: - Serenade (Serenade)
-
1958: - Arrivederci Roma (Seven
hills of rome)
-
1959: - Der Sänger von Capri/Alternativ:
Serenade einer großen Liebe (For
the first time)
Lanzas Stimme in
den deutschen Synchronfassungen war in den
meisten Filmen der Schauspieler
Axel Monjé.
In dem Film
Alt Heidelberg (The student prince)
sollte Lanza die Hauptrolle spielen, wurde dann
aber wegen Differenzen mit dem Regisseur
Curtis Bernhardt
als Darsteller durch
Edmund Purdom
ersetzt, steuerte aber für Purdoms Gesangsszenen
seine Stimme bei. Kurioserweise wurde aber auch
Bernhardt abgelöst, und zwar durch
Richard Thorpe,
mit dem Lanza vorher in Der große Caruso
erfolgreich zusammengearbeitet hatte.
Kuriosa
Ähnlich wie
Elvis Presley
scheint Mario Lanza in den Ländern, in denen
seine Filme erfolgreich waren, reihenweise Söhne
hinterlassen zu haben, die – teilweise mit
mäßigen Stimmen begabt und auch keiner
ausgeprägten Ähnlichkeit mit ihrem angeblichen
Erzeuger ausgestattet – darum bemüht sind, unter
Ausnutzung des Namens Karriere zu machen.
Mario Lanza
(31
January
1921
–
7 October
1959)
was an
American
tenor
and
Hollywood
movie
star who enjoyed success in the late
1940s
and
1950s.
His voice was considered by some to rival that
of
Enrico Caruso,
whom Lanza portrayed in the 1951 film
The Great Caruso.
Lanza was able to sing all types of music. While
his highly emotional style was not always
universally praised by critics, he was immensely
popular and his many recordings are still prized
today.
Operatic career
Born Alfredo
Arnold Cocozza in
Philadelphia,
Pennsylvania,
he was exposed to opera and singing at a young
age, and by the age of 16 his vocal talent
became apparent. Starting out in local operatic
productions in Philadelphia, he later came to
the attention of conductor
Serge Koussevitzky,
who provided young Cocozza with a full student
scholarship to the Berkshire Music Festival at
Tanglewood
in
Massachusetts.
Koussevitzky would later tell Lanza that, "Yours
is a voice such as is heard once in a hundred
years."
His operatic
debut, as Fenton in
Otto Nicolai's
Die lustigen Weiber von
Windsor,
was at Tanglewood on
August 7,
1942,
after studying with conductors Boris Goldovsky
and
Leonard Bernstein.
It was here that Cocozza adopted the stage name
Mario Lanza, which is the masculine version of
his mother’s name. His performances at
Tanglewood won him critical acclaim, with Noel
Straus of
The New York Times
hailing the 21-year-old tenor as having "few
equals among tenors of the day in terms of
quality, warmth, and power."
His operatic
career was interrupted by
World War II,
when he was assigned to Special Services in the
U.S. Army Air Corps.
He appeared on the wartime shows On the Beam
and
Winged Victory
while in the Air Corps. He also appeared in the
film version of the latter (albeit as an
unrecognizable member of the chorus).
He resumed his
singing career in October 1945 on the
CBS
radio program Great Moments in Music,
where he made six appearances singing various
operatic selections. He later studied under
Enrico Rosati for fifteen months, then embarked
on an 86-concert tour of the
United States,
Canada
and
Mexico
between July 1947 and May 1948 with
George London
and
Frances Yeend.
In April 1948, he sang Pinkerton in the New
Orleans Opera's Madama Butterfly (conducted
by
Walter Herbert)
to great acclaim. A concert at the
Hollywood Bowl
brought Lanza to the attention of
MGM's
Louis B. Mayer,
who signed Lanza to a seven-year film contract
with
Metro Goldwyn Mayer.
This would prove to be a turning point in the
young singer's career.
Film
career
MGM's contract with Lanza
required him to commit to the studio for six
months, and at first Lanza was able to combine
his film career with his operatic one, singing
two acclaimed performances as Pinkerton in
Madama Butterfly
for the New Orleans Opera Association in April
1948. He also continued to perform in concert,
both in solo appearances and as part of the
Bel Canto Trio
with George London and Frances Yeend. In May
1949, he made his first commercial recordings
with
RCA Victor.
However, his first two starring films,
That Midnight Kiss
and
The Toast of New Orleans,
were very successful, as was his recording
career, and Lanza's fame increased dramatically.
In 1951, Lanza
portrayed
Enrico Caruso
in
The Great Caruso,
which proved to be an astonishing success. At
the same time, his popularity exposed Lanza to
intense criticism by some music critics,
including those who had praised his work years
earlier.
In 1952, Lanza
was dismissed by MGM after he had pre-recorded
the songs for
The Student Prince.
The reason most frequently cited for his
dismissal in the tabloid press at the time was
that Lanza's recurring weight problem had made
it impossible for him to fit into the costumes
of the Prince. However, as his biographers
Cesari and Mannering have established, Lanza was
not overweight at the beginning of the
production, and it was, in fact, a disagreement
with director
Curtis Bernhardt
over Lanza's singing of one of the songs in the
film that led to Lanza walking off the set. MGM
refused to replace Bernhardt, and the film was
subsequently made with actor
Edmund Purdom
miming to Lanza's vocals. Ironically, the
eventual director of the film was
Richard Thorpe,
the same man whom Lanza had pleaded with MGM to
replace Bernhardt, and with whom the tenor had
enjoyed an excellent working relationship on
The Great Caruso.
Depressed by his
dismissal, and with his self-confidence severely
undermined, Lanza became a virtual recluse for
more than a year, frequently seeking refuge in
alcoholic binges. During this period Lanza also
came very close to bankruptcy as a result of
poor investment decisions made by his former
manager, and his lavish spending habits left him
owing about $250,000 in back taxes to the
IRS.
He returned to an
active film career in 1955 in
Serenade.
However, despite its strong musical content, it
was not as successful as his previous films.
Lanza then moved to
Rome,
Italy
in May 1957, where he worked on the film
Seven Hills of Rome
and returned to live performing in a series of
acclaimed concerts throughout
Britain,
Ireland
and the
European Continent.
Despite failing health, which resulted in a
number of cancellations during this period,
Lanza continued to receive offers for operatic
appearances, concerts, and films.
In late August
1958, he made a number of operatic recordings at
the Rome Opera House for the soundtrack of what
would turn out to be his final film,
For the First Time.
Here, he came into contact with the Artistic
Director of the Rome Opera, Riccardo Vitale, who
reportedly offered him the role of Canio in
Pagliacci
in the theater's 1960/61 season. At the same
time, however, his health continued to decline,
with the tenor suffering from a variety of
ailments, including
phlebitis
and acute
high blood pressure.
The old habits of overeating and crash dieting,
coupled with his binge drinking, compounded his
problems. The following year, in April 1959,
Lanza suffered a minor
heart attack,
followed by double
pneumonia
in August. He died in Rome in October of that
year at the age of 38 from a
pulmonary embolism.
His widow, Betty, moved back to Hollywood with
their four children but used
barbiturates
to commit
suicide
five months later; Marc, the younger of their
two sons died in 1993 of a heart attack at the
age of 37.
Lanza's short
career covered opera, radio, concerts,
recordings, and motion pictures. He was the
first artist for
RCA Victor
Red Seal to receive a gold disc. He was also the
first artist to sell two and half million albums.
A highly influential artist, Lanza has been
credited with inspiring the careers of
successive generations of opera singers,
including
Plácido Domingo,
Luciano Pavarotti,
Leo Nucci
and
Jose Carreras,
as well as those of singers with seemingly
different backgrounds, and influences, his RCA
Victor label-mate
Elvis Presley
being the most notable example. In 1994, tenor
José Carreras
paid tribute to Lanza in a worldwide concert
tour, saying of him, "If I'm an opera singer,
it's thanks to Mario Lanza."
Filmography
-
Winged
Victory,
1944
(uncredited chorus member)
-
That Midnight
Kiss,
1949
-
The Toast of
New Orleans,
1950
-
The Great
Caruso,
1951
-
Because
You're Mine,
1952
-
The Student
Prince,
1954
(voice only, see
article)
-
Serenade,
1956
-
Seven Hills
of Rome,
1958
-
For the First
Time,
1959
Select
recordings
References
-
Cesari,
Armando. Mario Lanza: An American Tragedy
(Fort Worth: Baskerville, 2004). (ISBN
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